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INDESIDERATE. SPAZI MARGINALI E PRATICHE DI FORAGGIAMENTO

Venerdì 9 ottobre è stato presentato al Museo il progetto editoriale Indesiderate. Spazi marginali e pratiche di foraggiamento urbano, restituzione finale del progetto omonimo, ideato da Giacomo Segantin e sviluppato con le Università di Verona, Padova e Venezia.

La pubblicazione prosegue il lavoro iniziato a Padova lo scorso ottobre, portando avanti la riflessione che, a partire dalla pianta di fitolacca, ha problematizzato la rilettura dello spazio, la marginalità e lo stesso concetto di “indesiderato”.

Il percorso, articolato in tre seminari tra botanica, economia circolare e arte contemporanea, e in un workshop di foraggiamento urbano nei pressi della stazione di Padova, è sfociato in due capitoli espositivi: Margine Rosso, nel Cortile Nuovo di Palazzo del Bo (dicembre 2025), che ha interrogato le modalità con cui definiamo ciò che appartiene allo spazio urbano, e Indesiderate. Residui, che al chiostro San Francesco dell’Università di Verona (maggio 2026) ha indagato la condizione del residuo come spazio di possibilità.

I temi emersi hanno preso forma nei contributi del volume, che spaziano dalla geografia dei margini allo spazio pubblico, dalla memoria del fascismo alle pratiche decoloniali, dall’ecologia espositiva al foraggiamento come atto di resistenza, fino all’archeologia della plastica.

Il volume ruota attorno all’idea di apertura. Apertura tematica, perché si è rifiutata una direzione editoriale forte per permettere ai contributi di andare “alla deriva”, differenziandosi sia per temi che per tono. E apertura fisica, con il progetto grafico di Andrea Bocca che nasce dai gesti della lettura, rinunciando a una copertina a favore di una lettura “performativa”, in cui lo stesso aprirsi del volume rispecchia la poetica del progetto. Il progetto editoriale ha consentito così di mettere al centro una pluralità di voci e di temi, affidandosi alla dissonanza come metodo e proponendo uno sguardo condiviso di decostruzione e reinterpretazione