Concime
Franco Passalacqua (Terni, Italia, 1950)
Concime, 2001
Olio su tela
30 x 30 x 4,5 cm
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Polo di Ca' Vignal 3 – Corridoio primo piano
Concime fa parte di un ciclo di opere su piccola e media scala in cui Franco Passalacqua sviluppa una riflessione pittorica sul tema della vegetazione, osservata dall’alto e privata di ogni riferimento ambientale o narrativo. L’opera presenta una visione ravvicinata e compatta di chiome arboree, ridotte a unità formali elementari e moltiplicate fino a saturare l’intera superficie pittorica, che risulta completamente occupata dal motivo naturale. La composizione elimina deliberatamente l’orizzonte e ogni indicazione spaziale o geografica, trasformando il paesaggio in una superficie densa e ritmica. La vegetazione non è descritta come luogo, ma come materia visiva primaria: un insieme di forme e cromie che si organizzano secondo una trama serrata, in cui il colore assume un ruolo strutturale. Le variazioni tonali del verde, articolate attraverso una pittura compatta ma vibrante, costruiscono la profondità non per via prospettica, ma mediante stratificazioni cromatiche e differenze di intensità luminosa.
In Concime, l’albero è al tempo stesso frammentato e preservato nella sua individualità. Ogni chioma è riconoscibile come entità autonoma, pur facendo parte di un insieme più ampio e ripetuto, instaurando una tensione costante tra micro e macrocosmo. Questo principio, centrale nella ricerca di Passalacqua, consente all’opera di oscillare tra visione analitica e percezione immersiva: lo sguardo dello spettatore è attratto dalla densità della superficie pittorica e invitato a una fruizione ravvicinata, quasi fisica.
L’immagine restituisce una natura “amplificata”, che non si limita alla rappresentazione ma tende a evocare una presenza sensoriale più estesa, spingendosi oltre il dato visivo. In questo senso, Concime non propone una lettura simbolica o narrativa del paesaggio, ma una riflessione sulla sua struttura primaria e sulla possibilità della pittura di restituire un’esperienza diretta e immersiva della natura, intesa come sistema vitale e percettivo.
