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Bolle

Luca De Leva

Luca De Leva (Milano, Italia, 1986)

Bolle, 2013

Schiuma da barba sotto vetro blindato con cornice

101 x 71 x 7 cm

Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA

Polo di Ca' Vignal 3 – Atrio Secondo Piano

Opera paradigmatica della ricerca esistenziale e processuale di Luca De Leva, Bolle si colloca in una fase della sua produzione in cui la distinzione tra arte e vita viene deliberatamente dissolta. Realizzata nel 2013, l’opera consiste in una superficie trasparente racchiusa in una cornice, sulla quale sono visibili tracce, impronte, gocce e aloni generati dall’impiego di materiali di uso quotidiano, in particolare prodotti per l’igiene personale dell’artista. La genesi di Bolle è legata a un esercizio quotidiano: De Leva utilizza il vetro come luogo d’azione intima e ripetuta, trasformando gesti ordinari in atti artistici. Ciò che resta sulla superficie è il risultato non di una pittura intenzionale, ma di una sedimentazione, fisica e temporale, dell’abitare il proprio corpo attraverso pratiche di pulizia e cura. In tal senso, l’opera si configura come traccia postuma di un processo e di un corpo, al tempo stesso presenza e sparizione. L’intervento dell’artista non mira alla composizione di una forma, ma alla rivelazione di un tempo e di un vissuto. Il vetro, materiale solitamente associato alla trasparenza e alla neutralità, si trasforma qui in soglia opaca e ambigua: ciò che dovrebbe lasciar passare la visione, la trattiene; ciò che appare come impronta, si manifesta come riflesso. La cornice, anziché delimitare un’immagine, circoscrive un’interferenza. Bolle mette così in crisi l’idea di opera come oggetto separato dal vissuto, inscrivendo nella materia stessa la memoria di un corpo e dei suoi gesti. Il quotidiano diventa linguaggio, il residuo diventa forma. Si tratta di un’opera di soglia, che rifiuta ogni retorica dell’eccezionalità artistica in favore di una poetica del minimo e dell’ordinario. Bolle testimonia un momento cardinale nella pratica di De Leva, in cui il gesto artistico si confonde con quello quotidiano, anticipando le future sperimentazioni partecipative e relazionali che prenderanno forma, a partire dal 2012, con Thyself Agency.