Nata a Siena nel 1980, Eugenia Vanni vive e lavora a Siena. Si forma all’Accademia di Belle Arti di Firenze (diploma in Pittura) e prosegue gli studi alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, dove consegue il biennio in Arti Visive e Studi Curatoriali. La sua ricerca si sviluppa nell’ambito della pittura, del disegno e della stampa, con un’attenzione specifica alle condizioni materiali e operative del fare pittorico. Il lavoro indaga lo spazio della pittura in relazione al supporto, alla superficie e ai processi che ne determinano la costruzione, mettendo in discussione la distinzione tra immagine e struttura. La pratica di Vanni si concentra sulle tecniche artistiche, assunte non come strumenti ma come oggetti di indagine. Le sue opere interrogano il rapporto tra ciò che è dipinto e ciò che costituisce il supporto stesso, portando in superficie elementi normalmente nascosti (tela, preparazione, strati) e ridefinendo la pittura come sistema di relazioni materiali e temporali. Nei lavori della serie La pittura intorno (2019), la tela dipinta simula il supporto reale, generando un dispositivo visivo in cui l’immagine si costruisce per sottrazione e per emersione di livelli sottostanti. La superficie pittorica diventa così il luogo in cui ciò che normalmente resta nascosto (il supporto, la preparazione, la struttura del quadro) affiora e si rende visibile, producendo una temporalità instabile, stratificata e non lineare. Questa modalità operativa si radica in un confronto costante con le tecniche della tradizione pittorica – dall’affresco alla tempera – che vengono riattivate e rielaborate non in chiave citazionale, ma come strumenti per interrogare il “fare” pittorico nelle sue condizioni materiali e operative. La tecnica, in questo senso, non è un mezzo neutro ma un dispositivo che genera significato e orienta la percezione dell’immagine. Accanto alla pittura, la ricerca si estende alle pratiche incisorie e grafiche, attraverso processi che mettono in crisi la nozione di matrice come origine stabile dell’immagine. Il segno è inteso come traccia materiale e temporale, esito di azioni e sedimentazioni che registrano il passaggio del tempo e l’interazione con il reale. In questo quadro, la pittura si configura come una riflessione metalinguistica sui propri presupposti, in cui tecniche, materiali e processi diventano il vero soggetto dell’opera.
A Eugenia Vanni sono state dedicate mostre personali e progetti espositivi in istituzioni e spazi pubblici e privati, tra cui l’Italian Cultural Institute, New York, Stati Uniti; il MAN – Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, Italia; il Museo Marino Marini, Firenze, Italia; il MAC, Monza, Italia; Casa Masaccio, Arezzo, Italia; il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna, Italia; il Centro Espositivo Villa Pacchiani, Pisa, Italia; il Museo di Villa Croce, Genova, Italia; e il complesso di Santa Maria della Scala, Siena, Italia. Il suo lavoro è stato riconosciuto attraverso premi e selezioni, tra cui il Premio Santa Croce Grafica e il PAC 2022–2023 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, finalizzato alla produzione e all’acquisizione di nuove opere. È stata inoltre candidata al Queen Sonja Print Award, Oslo, Norvegia; e al Flash Art Award (2025). Dal 2016, insieme all’artista Francesco Carone, è fondatrice e direttrice del Museo d’Inverno, un progetto indipendente di eventi stagionali dedicati all’arte contemporanea presso la Contrada della Lupa a Siena. Parallelamente all’attività artistica, svolge attività didattica presso istituzioni accademiche, tra cui LABA, Firenze, e Istituto Marangoni, Firenze, Italia; dove insegna rispettivamente Pittura e Visual Research.