Garage – Sometimes You Can See Much More
Giovanni Ozzola (Firenze, Italia, 1982)
Garage – Sometimes You Can See Much More, 2009-2011
Video
2’39’’
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Polo di Santa Marta – Piano Terra, Sala 2 Ovest
Garage – Sometimes You Can See Much More è un’installazione video realizzata da Giovanni Ozzola nel 2009, costruita attorno a un gesto meccanico elementare: l’apertura e la chiusura ritmica di una serranda che rivela un orizzonte marino. Il lavoro si articola come una sequenza ciclica di apparizione e sottrazione dell’immagine, in cui l’atto del vedere è costantemente interrotto e riattivato. L’apertura della serranda introduce improvvisamente la luce, il profilo dell’orizzonte e una dimensione di respiro e apertura verso l’esterno; la chiusura riconduce invece lo spazio all’oscurità, alla compressione e al controllo. Questo alternarsi produce una soglia percettiva tra interno ed esterno, artificiale e naturale, che non è risolta in una contrapposizione, ma in una continuità sensoriale. Il suono metallico e percussivo della serranda si intreccia con i rumori ambientali del vento e del mare, generando un flusso unitario in cui elementi meccanici e naturali convivono. L’opera mette in tensione visione e occultamento, facendo dell’intervallo tra un’apertura e l’altra il vero luogo dell’esperienza visiva. In questo spazio sospeso, il gesto ripetitivo non produce assuefazione, ma attiva una consapevolezza del tempo e dell’atto stesso del guardare. La visione non coincide con la piena esposizione dell’immagine, ma nasce dalla sua intermittenza, dalla relazione dinamica tra presenza e assenza. Secondo quanto dichiarato dall’artista, il lavoro trae ispirazione da Room by the Sea (1951) di Edward Hopper, riferimento che orienta la lettura dell’opera verso una dimensione introspettiva e solitaria dello sguardo. Come nel dipinto di Hopper, lo spazio architettonico diventa un dispositivo di mediazione tra soggetto e paesaggio, tra interiorità e mondo esterno. In Garage – Sometimes You Can See Much More, l’esperienza immersiva è affidata a una struttura minimale, che invita lo spettatore a confrontarsi con la possibilità che la visione più intensa non coincida con la massima esposizione, ma con l’atto consapevole di chiudere e riaprire lo sguardo.