Gibbosa e sfuggente
Luca Trevisani (Verona, Italia, 1979)
Gibbosa e sfuggente, 2006
nylon stereolitografato, due elementi
Ø 14 cm cad.
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Polo di Santa Marta – Piano Interrato, Corte Centrale
Gibbosa e sfuggente è composta da due elementi sferici in nylon stereolitografato, concepiti come un dispositivo dinamico in cui la forma allude a una relazione in continuo divenire. L’opera può essere letta come uno “strumento” paradossale, pensato per registrare il moto reciproco di due corpi destinati a rincorrersi senza mai coincidere, secondo una logica di attrazione e scarto.
Il riferimento evocato è quello di fenomeni naturali e cosmici (come il rapporto tra sole e luna o il movimento delle maree) in cui l’interazione tra corpi genera traiettorie instabili, fatte di aggiustamenti reciproci e influenze continue. In questo senso, la forma sferica, apparentemente autonoma e compiuta, si rivela invece parte di un sistema relazionale che ne determina il comportamento. Si tratta di un lavoro riconducibile a una fase iniziale della ricerca di Trevisani, in cui l’indagine sulla materia e sulla forma si intreccia con l’interesse per processi fisici, fenomeni naturali e modelli scientifici. Le sue sculture, spesso realizzate con tecniche e materiali sperimentali, si configurano come dispositivi che mettono in tensione equilibrio e instabilità, forma e trasformazione, rendendo visibili dinamiche altrimenti invisibili. In Gibbosa e sfuggente, questa tensione si traduce in una relazione aperta e potenzialmente infinita tra due elementi, in cui il movimento (reale o implicito) diventa principio costitutivo dell’opera.
