Hand Tools (E)(M)(D) For Molding Deep Convictions
Apparatus 22 (Bucarest, Romania, 2011)
Hand Tools (E)(M)(D) For Molding Deep Convictions, 2018
Legno, cuoio, spille dorate, vetro nero, fotografie su tela
280 x 140 cm
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Hand Tools (E)(M)(D) For Molding Deep Convictions è stata concepita e prodotta da Apparatus 22 per la seconda mostra personale del collettivo alla GALLLERIAPIÙ di Bologna: Arrangements & Haze del 2018, e fa parte di un ciclo che li ha visti impegnati a partire dal 2017. Una precedente serie, per la prima mostra omonima, dal titolo Several Laws. The Elastic Test aveva inaugurato una riflessione del gruppo sulle innumerevoli norme che plasmano il corpo nella società contemporanea. Ma, mentre in Several Laws. The Elastic Test Apparatus 22 collocava il nucleo concettuale delle opere nei tempi nebbiosi in cui viviamo, con Arrangements & Haze sposta la prospettiva, trasferendo la riflessione sul corpo in un futuro lontano. Secondo una prassi che li contraddistingue, il collettivo avanza pensieri poetici che si muovono tra il viscerale e il digitale, tra il piacere e l’abuso e, soprattutto, tra l’impossibile e qualcosa che potrebbe diventare plausibile solo attraverso un’immaginazione radicale. Il ciclo Arrangements & Haze riguarda un intero processo di unione e intreccio di pensieri, energie, oggetti ed elementi oltre ciò che è noto, inconfutabile e manifesto, per evocare le (possibili) realtà del corpo nel futuro secondo Apparatus 22.
Hand Tools (E)(M)(D) For Molding Deep Convictions fa parte del gruppo di opere prodotte nel 2018: si tratta di un’installazione a parete composta da sei elementi sospesi: tre pannelli verticali in legno con lacci in cuoio bianco fissati lungo la loro lunghezza sono collocati al centro dell’opera e presentano una simmetria verticale; ai lati e sopra i pannelli, sono posizionate tre stampe fotografiche in bianco e nero, che rappresentano braccia e mani legate agli stessi pannelli con i medesimi lacci e disposte in progressione cinetica per ottenere una configurazione che evoca un senso di espansione o apertura, simile a delle ali. L’intera composizione si sviluppa principalmente in larghezza, con una disposizione che suggerisce un equilibrio tra i vari elementi, mentre le cinghie che pendono dai pannelli centrali aggiungono una dimensione tattile e un senso di potenziale utilizzo, richiamando l’idea di strumenti o oggetti funzionali. Il titolo, come per tutti i lavori della serie, è importante quanto la creazione degli oggetti ed è elemento centrale della costruzione di significati a cui concorre ogni elemento formale.
L’opera va letta in relazione agli altri elementi del ciclo e alla mostra stessa, intesa come dispositivo variegato di elementi che risultano da un immaginario studio di prototipazione rudimentale creato da Apparatus 22: un insieme di lavori – tra cui anche V1 (Arrangements and Haze series) – che svela uno spazio rituale per affrontare problemi essenziali legati all’immaginazione di un nuovo corpo radicale.
In Hand Tools (E)(M)(D) For Molding Deep Convictions, più che in altre opere della serie, si rende esplicita quella volontà del collettivo Apparatus 22 di esplorare temi legati all’evoluzione del corpo umano, immaginando un futuro in cui la condizione fisica e spirituale dell’uomo possa superare i limiti attuali. In particolare, l’opera rappresenta una riflessione su come l’incorporazione di idee o convinzioni profonde possa richiedere un processo di adattamento, spesso accompagnato da sofferenza. Inoltre, invita a pensare a come le limitazioni fisiche possano influenzare la percezione della realtà.
