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La primavera tramonta

Shu Takahashi

Shu Takahashi (Hiroshima, Giappone, 1930)

La primavera tramonta, 1970

Smalto nitro su tela

135 x 122 cm

Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA  

Palazzo Giuliari – Sala direttore generale

Realizzata nel 1970, La primavera tramonta appartiene a una fase matura della ricerca di Shu Takahashi, sviluppata tra Giappone ed Europa a partire dagli anni Sessanta, e caratterizzata da una progressiva sintesi tra astrazione geometrica, sensibilità cromatica e attenzione per la superficie pittorica. L’opera presenta una composizione costruita attraverso forme modulari arrotondate, giustapposte e intersecate, che articolano lo spazio pittorico secondo un equilibrio dinamico. Il piano è scandito da una netta bipartizione diagonale che contrappone due campi cromatici saturi (blu e rosa) applicati con smalto nitro, materiale che conferisce uniformità e intensità alla stesura del colore. Le forme, definite da contorni morbidi e continui, si sviluppano come elementi seriali che si espandono e si comprimono all’interno del formato, generando una tensione tra unità e frammentazione. Le linee curve e gli incastri circolari suggeriscono una logica compositiva fondata sulla ripetizione e sulla variazione, in cui il rapporto tra positivo e negativo, figura e sfondo, resta costantemente instabile. In questo lavoro, il colore non ha funzione descrittiva ma strutturale: organizza lo spazio e ne determina le relazioni interne, in linea con una ricerca che, in quegli anni, dialoga con le esperienze dell’astrazione internazionale e con le ricerche sulla percezione visiva. Nell’ambito della ricerca di Takahashi, La primavera tramonta testimonia un momento di equilibrio tra rigore formale e intensità cromatica, in cui la superficie pittorica si configura come campo di relazione tra forma, colore e ritmo.