Untitled
David Adamo (Rochester, New York, Stati Uniti, 1979)
Untitled, 2011
Legno di cedro
245 x 30 x 30 cm
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Polo di Santa Marta – Piano Interrato, Corte Ovest
Untitled (2011) rappresenta un esempio significativo dell’approccio scultoreo di David Adamo nell’unire elementi performativi con la sperimentazione sulla materialità. La scultura, parte di un corpus di lavori realizzati a partire dal 2011, si distingue per la sua struttura totemica e l’uso del legno, un materiale che l’artista manipola attraverso un processo di riduzione e sottrazione. La colonna, parzialmente intagliata e circondata dai trucioli derivanti dall’atto scultoreo, non è solo un oggetto in sé, ma si configura come residuo tangibile del processo di creazione, una traccia materiale dell’azione performativa che l’ha generata.
L’opera si colloca in un momento cruciale per Adamo, poiché segna l’inizio del suo utilizzo del legno come materiale principale. Nel 2011, l’artista viene invitato a esporre nei matronei della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, dove gli viene offerta una trave di quercia inutilizzata, proveniente dalla ristrutturazione barocca della chiesa. Questo legno, intriso di storia e significato, diventa il punto di partenza per un nuovo ciclo di opere che esplorano il dialogo tra passato e presente, tra gesto creativo e memoria. A partire da questa esperienza, Adamo sviluppa un intero corpus di lavori in legno, tra cui Untitled (2011), acquisita da Giorgio e Anna Fasol per AGIVERONA nello stesso anno della sua produzione, in occasione della mostra “Ogni cosa a suo tempo. Capitolo III – David Adamo | Ettore Favini”, a cura di Stefano Raimondi, Paola Tognon e Mauro Zanchi, e ora parte della collezione dell’Università di Verona. Il legno, proveniente da un contesto architettonico e liturgico, si trasforma così in una scultura che mantiene visibili le tracce dell’intervento artistico. In Untitled, diventa il mezzo attraverso cui l’artista esplora l’idea di una creazione interrotta, di un processo in fieri, lasciando emergere una forma a colonna, con la sua superficie grezza e non rifinita, che riflette la tensione tra compiutezza e incompiutezza, tra la creazione interrotta e la potenzialità di ulteriori elaborazioni. L’inclusione dei trucioli alla base della scultura serve precisamente a sottolineare questo legame inscindibile tra il processo e il prodotto finale. In questo modo, l’opera trascende la staticità della forma scultorea assumendo il valore di un documento performativo, evocando la temporalità e la continuità del gesto artistico. Adamo sfida le convenzioni tradizionali della scultura, invitando alla riflessione sul ruolo del tempo e della memoria nell’arte.