Poison (Mirror Piece)
Joseph Beuys (Krefeld, Germania, 12 maggio 1921 – Düsseldorf, Germania, 23 gennaio 1986)
Poison (Mirror Piece), 1975
Scatola di cartone, flacone da farmacia laccato con interno specchiante
Scatola 23 x Ø 14,5 cm; flacone 19 x Ø 11 cm
Edizione 9/100
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Polo di Ca' Vignal 3 – Atrio Secondo Piano
Joseph Beuys realizza Poison (Mirror Piece) nel 1975 per la cartella di multipli d’artista Mirrors of the Mind (Specchi della mente), curata da Rosa Esman ed edita da Multiples Inc. e Castelli Graphics di New York, a firma di undici artisti: Vincenzo Agnetti, Arakawa, Joseph Beuys, Marcel Broodthaers, Richard Hamilton, Roy Lichtenstein, Bruce Nauman, Meret Oppenheim, Robert Rauschenberg, Man Ray e James Rosenquist.
L’opera consiste in un flaconcino da farmacia di vetro modificato dall’artista con strati sovrapposti di argento, rame e vernice marrone. Questi materiali, scelti per il loro valore simbolico, rivestono quasi completamente la superficie del flacone, in origine trasparente, lasciando solo una piccola apertura alla base del collo. Attraverso questa fessura, lo spettatore può osservare l’interno del flacone, che contiene un cristallo di iodio. A sua volta, il flacone è custodito in una scatola di cartone cilindrica, su cui è stampato un diagramma che articola il significato dell’opera. Al centro del diagramma, un grande cerchio, simbolo dell’oggetto stesso, contiene la parola “specchio”, mentre il termine “isolamento” lambisce parte della circonferenza. Lo schema evidenzia il duplice ruolo del flacone come recipiente specchiante della mente umana, ma che al contempo la isola dal mondo esterno. Due iscrizioni aggiuntive nel diagramma forniscono ulteriori chiavi interpretative. La prima, «LIGHTENTRANCEO», richiama l’apertura che consente alla luce (“O”) di penetrare all’interno del flacone. La seconda, con i termini “Iodio” e “Scurente”, allude alla reazione dello iodio alla luce, che lo porta a scurirsi, evocando i processi dei primi esperimenti fotografici.
I tre materiali che rivestono il flacone suggeriscono un’influenza positiva sugli stimoli in entrata: il rame per la sua capacità di trasmettere calore spirituale, l’argento come simbolo di purificazione e riflessione, la vernice marrone come sostanza metaforica di guarigione. Nella ricerca di Beuys, materiali e oggetti sono scelti con cura per il loro significato quasi magico, di mediazione tra le energie della natura e dell’uomo, che l’artista-sciamano può attivare attraverso il processo artistico.