m
d
c

Prologo

Giulio Paolini

Giulio Paolini (Genova, Italia, 1940)

Prologo, 1993

Litografia fustellata, collage e disegno a matita e matita rossa

50 x 70 cm

Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA

Palazzo Giuliari

Realizzato da Giulio Paolini nel 1993, Prologo si articola in più esemplari e modalità, comprendendo un’edizione grafica e una serie di opere su carta formalmente e concettualmente correlate. L’esemplare della collezione dell’Università di Verona è un collage su carta ottenuto a partire da una litografia fustellata, integrata da interventi a matita e matita rossa, secondo un procedimento che rende esplicito il rapporto tra immagine riprodotta, segno e struttura del quadro. L’opera presenta la riproduzione fotografica di uno scalone monumentale, al cui centro, in corrispondenza di una cornice dorata collocata nel punto di fuga della veduta prospettica, è praticato un ritaglio rettangolare. Da questo “quadro cieco” emerge un rettangolo bianco delle medesime dimensioni, che si affaccia sulla superficie dell’opera come elemento di interruzione e di sospensione dell’immagine. Attorno alla scena centrale sono distribuiti ulteriori ritagli rettangolari, applicati in modo sparso e di dimensioni progressivamente crescenti verso il primo piano; su di essi compaiono tracciati a matita che alludono a nuovi possibili riquadri. Le diagonali del rettangolo principale sono prolungate da un segno a matita rossa che, avvicinandosi ai margini del foglio, tende a frammentarsi e a disperdersi nello spazio circostante. Il titolo rimanda esplicitamente a una condizione preliminare dell’opera, al momento che precede l’inizio della narrazione o della messa in scena, quando l’immagine non si è ancora compiuta e resta in uno stato di attesa. Il lavoro si iscrive in modo coerente all’interno della riflessione di Paolini sulle condizioni di possibilità della visione e sulla natura differita dell’opera d’arte, richiamando direttamente Disegno geometrico (1960), in cui la tracciatura delle diagonali definiva la struttura astratta del quadro prima di ogni rappresentazione. In Prologo, la moltiplicazione e la dispersione dei riquadri suggeriscono un numero teoricamente illimitato di ipotesi, mettendo in tensione profondità illusionistica e superficie reale. L’edizione grafica è commissionata all’artista dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato in occasione dell’esposizione collettiva Inside Out. Museo Città Eventi, a cura di Ida Panicelli, presentata al museo dal 27 marzo al 16 maggio 1993. In tale contesto, Paolini espone anche un’opera che anticipa il medesimo tema iconografico, esteso però alla superficie della parete (Prologo, 1993). Sebbene il progetto prenda forma in relazione alla mostra, l’edizione viene realizzata solo nell’autunno del 1993, confermando la temporalità differita che caratterizza l’intero nucleo di lavori e che rispecchia, sul piano concettuale, la nozione di opera come evento sempre rinviato.