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Redefining the Power II (Serie 75 with Shunnuz Fiel)

Kiluanji Kia Henda

Kiluanji Kia Henda (Luanda, Angola, 1979)

Redefining the Power II (Serie 75 with Shunnuz Fiel), 2011

Stampa fotografica su alluminio

150 x 100 cm

Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA

Polo di Santa Marta – Biblioteca

Redefining the Power II appartiene alla serie Redefining the Power (2011), sviluppata da Kiluanji Kia Henda in collaborazione con Shunnuz Fiel, un performer e attore angolano attivo a Luanda, collaboratore dell’artista, qui assunto come figura performativa che occupa temporaneamente il piedistallo monumentale, assumendo un ruolo centrale nella messa in crisi dei codici della rappresentazione monumentale.  

Il ciclo costituisce uno dei nuclei più significativi della sua riflessione sui monumenti, sulla memoria pubblica e sui dispositivi simbolici del potere nello spazio urbano angolano, sviluppandosi attraverso interventi performativi temporanei, successivamente fissati in immagini fotografiche, realizzati su piedistalli monumentali di Luanda, originariamente destinati a ospitare statue celebrative del potere politico.  In Redefining the Power, il piedistallo – elemento centrale della retorica monumentale – viene sottratto alla sua funzione celebrativa e riattivato come spazio critico. Attraverso l’occupazione temporanea di questi basamenti, la serie interroga i vuoti simbolici prodotti dalla rimozione o dall’obsolescenza dei monumenti ereditati dai regimi precedenti, mettendo in discussione l’idea di autorità come forma fissa, permanente e incontestabile. Il potere è così ripensato come gesto reversibile, instabile e performativo, esposto alla possibilità di essere osservato, interrogato e ridefinito. Redefining the Power II presenta una figura vestita con abiti dai colori accesi e compositi che occupa il basamento assumendo una postura oratoria, con un libro aperto tra le mani. La presenza non rimanda a un personaggio storico identificabile né a un’icona eroica tradizionale, ma si configura come figura ambigua e transitoria, che sovverte le aspettative visive e simboliche associate al monumento pubblico. Questo slittamento semantico interrompe la continuità tra piedistallo e statua, mettendo in crisi la funzione celebrativa del monumento e la sua pretesa di neutralità storica. L’uso del corpo e dell’azione introduce una dimensione temporale che si oppone alla logica di eternità propria della scultura monumentale. La fotografia, che documenta l’intervento, non si limita a registrare l’evento, ma ne costituisce l’esito principale, trasformando l’azione in un’immagine circolabile e storicizzabile. In questo modo, Kia Henda riflette sul ruolo dell’immagine fotografica come strumento di costruzione della memoria collettiva, capace non solo di integrare, ma anche di sostituire il monumento tradizionale come dispositivo di narrazione storica. Redefining the Power II si configura così come una riflessione stratificata sul rapporto tra storia, rappresentazione e potere, proponendo una rilettura critica dei simboli urbani e delle narrazioni ufficiali che essi veicolano. L’opera testimonia una fase centrale della ricerca di Kiluanji Kia Henda, in cui l’attenzione ai processi di monumentalizzazione e de-monumentalizzazione si intreccia con strategie performative e speculative, contribuendo in modo significativo al dibattito contemporaneo sulle politiche della memoria e sulle pratiche artistiche postcoloniali.