Schmetterlingshertz
Mario Airò (Pavia, Italia, 1961)
Schmetterlingshertz, 1998
Vetro, acqua demineralizzata, cera, plexiglass
14 x 12 x 2,7 cm
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Polo di Ca’ Vignal 3 – Atrio Secondo Piano
Schmetterlingshertz, in italiano “cuore di farfalla”, è composta da una scatola di Petri appoggiata su una mensola in plexiglas recante il titolo inciso, a simulare un display da museo di storia naturale (le scatole di Petri sono oggetti in uso nei laboratori chimici, specialmente per effettuare colture). La teca contiene, anziché formalina, dell’acqua demineralizzata, su cui galleggia un piccolo grumo di cera nera: una pura simulazione, visto che gli insetti non hanno apparato circolatorio ed è quindi impossibile che le farfalle abbiano biologicamente un cuore. L’opera si ispira al testo di una canzone – non meglio specificata dall’artista – che diceva «cuore di farfalla», come tributo alla capacità che ha l’immagine di generare realtà, anche al di là di ogni veridicità scientifica. Con la sua capacità di evocare significati profondi (come la fragilità, la trasformazione e la natura effimera della realtà) attraverso la semplicità dei suoi elementi, Schmetterlingshertz è un’opera particolarmente esemplificativa del lavoro di Mario Airò, sempre in bilico tra essenzialità della forma e simbolismo evocativo. Le sue opere, infatti, esplorano il confine tra immaginazione, realtà e percezione sensoriale; il suo lavoro è profondamente influenzato da una vasta gamma di riferimenti culturali, che spaziano dalla letteratura al cinema, dalla storia dell’arte alla filosofia. L’arte per Airò non è che un mezzo per indagare le relazioni sottili tra ciò che percepiamo e ciò che immaginiamo.