Senza titolo (Indicazioni per uno spazio)
Giovanni Oberti (Bergamo, Italia, 1982)
Senza titolo (Indicazioni per uno spazio), 2008
Scansione da libro, stampa fotografica
24 x 33,5 cm
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Polo di Santa Marta – Biblioteca
Senza titolo (Indicazioni per uno spazio) nasce come riflessione esplicita sul vuoto, sulla possibilità dell’opera e sul rapporto tra progetto, documento e mancata realizzazione. L’immagine è una scansione tratta dal volume di Giuseppe Penone Rovesciare i propri occhi e riproduce la mostra Indicazioni per uno spazio, in cui l’artista, tra i principali esponenti dell’Arte Povera, esponeva in un ambiente quasi completamente vuoto tre interventi minimi, nel tentativo di rendere percepibile lo spazio prima ancora dell’oggetto e affidando ai titoli delle opere la funzione di dispositivi percettivi e concettuali. L’interesse di Oberti per quella ricerca si traduce inizialmente nel desiderio di rifare la stessa mostra; Penone però non fornisce alcun riscontro a questa richiesta, così Oberti sceglie una soluzione radicalmente diversa: non realizza l’opera, ma ne stampa il documento. La scansione diventa così sostituto di un evento mai avvenuto, traccia di un progetto potenziale.
L’opera si configura come un dispositivo concettuale che lavora sulla distanza tra intenzione e compimento, tra presenza e mancanza, tra esperienza diretta e mediazione. Il vuoto non è soltanto tema iconografico, ma condizione strutturale del lavoro: ciò che viene mostrato è l’immagine di uno spazio già concettualmente svuotato, doppiamente sottratto (prima dall’intervento minimale di Penone, poi dalla scelta di Oberti di non intervenire affatto). In questo scarto si concentra il senso dell’opera, che interroga lo statuto dell’autorialità, del documento e dell’allestimento stesso come costruzione di senso, e la possibilità stessa dell’atto artistico.
