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Skyline

Davide Mancini Zanchi

Davide Mancini Zanchi (Urbino, Italia, 1986)

Skyline, 2013

Acrilico su tela, terminali di scarico tuning, carta adesiva carbon look

180 x 200 cm

Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA

Polo di Santa Marta – Piano Primo, Ballatoio Est

Skyline (2013) si colloca in una fase iniziale ma già strutturata della ricerca di Davide Mancini Zanchi, in cui la pittura è sottoposta a una tensione critica attraverso l’introduzione di materiali e immaginari estranei alla tradizione artistica. L’opera si presenta come un grande dipinto in cui la superficie pittorica è attraversata e trasformata dalla presenza fisica di elementi tratti dal mondo del tuning automobilistico: terminali di scarico, pellicole adesive effetto fibra di carbonio, colori acrilici brillanti e contrastati. Il riferimento concettuale che informa il ciclo di lavori a cui quest’opera appartiene è la mitologia legata alla Blitzen Benz, l’automobile che nel 1909 stabilì il primo record di velocità con motore a combustione interna. Questo episodio storico è assunto dall’artista come paradigma simbolico di una tensione verso la sfida, la trasformazione e la costruzione di un’estetica condivisa all’interno di una comunità. Nel mondo del tuning, infatti, la modifica dell’oggetto non risponde soltanto a criteri funzionali, ma diventa strumento di autorappresentazione e di appartenenza culturale. In Skyline la pittura non viene abbandonata, ma messa alla prova: l’opera conserva l’impianto formale del quadro – superficie, gesto, composizione – ma lo sottopone a un cortocircuito visivo e concettuale attraverso l’innesto di materiali industriali. La tela diventa così uno spazio di negoziazione tra decorazione e identità, tra linguaggio artistico e linguaggi subculturali, tra desiderio di distinzione e bisogno di riconoscimento. L’opera si configura dunque come una riflessione precoce ma già consapevole sulla pittura intesa non come campo autonomo, bensì come dispositivo culturale attraversato da estetiche esterne, da pratiche sociali e da codici visivi non istituzionali. In questo senso, Skyline anticipa una linea di ricerca che caratterizzerà l’intero percorso dell’artista: l’uso dell’ironia e dello slittamento di contesto per mettere in crisi le gerarchie tra cultura alta e cultura popolare, tra opera d’arte e oggetto culturale.