Untitled I
Shilpa Gupta (Mumbai, India, 1976)
Untitled I, 2006
Stampa fotografica
73,7 x 109,2 cm
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Polo di Santa Marta – Biblioteca, Sala 2 Est
Con Untitled I (2006), Shilpa Gupta affronta temi ricorrenti della propria pratica artistica, quali le dinamiche identitarie, i confini geopolitici e culturali, la funzione critica dei linguaggi visivi nella società contemporanea. Questa serie fotografica, in particolare, si caratterizza per un’intensa valenza simbolica: l’artista stessa impersona simultaneamente le iconografie delle tre scimmie del proverbio giapponese «non vedo, non sento, non parlo», fondendole con l’immagine della dea Kali, divinità induista simbolo della forza distruttiva e rigeneratrice del mutamento. L’opera combina in un’unica immagine le posizioni emblematiche delle tre scimmie, tradizionalmente associate all’indifferenza, alla censura e all’omertà, creando una sovrapposizione visiva che trasforma la figura della dea Kali, dalle molteplici braccia, in un potente ritratto contemporaneo di critica sociale.
La scelta della divinità induista, che incarna un principio femminile attivo e tumultuoso, si carica qui di significati ulteriori, diventando metafora della condizione femminile nella società indiana contemporanea, contraddistinta da tensioni profonde fra modernizzazione e rigidità del sistema delle caste. Un elemento critico aggiuntivo è dato dalla presenza, sulla maglietta rossa indossata dall’artista, del logo del noto marchio internazionale di abbigliamento Mango, allusione esplicita alla denuncia dello sfruttamento capitalistico della manodopera locale in India. L’immagine diventa così sintesi di due iconografie che s’incontrano e si sovrappongono: quella tradizionale orientale, radicata nella spiritualità e nella simbologia religiosa, e quella occidentale, mediata dalla globalizzazione economica e dall’omologazione visiva degli emoticon digitali. Attraverso questa sovrapposizione, Gupta non solo affronta questioni di genere e disparità economica, ma mette in discussione il ruolo stesso dell’immagine fotografica come strumento di rappresentazione e categorizzazione identitaria. Coerentemente con la sua pratica artistica, fortemente interdisciplinare e contraddistinta dall’impiego di molteplici media (installazioni, performance, video e tecnologie digitali), Gupta interroga continuamente il pubblico, chiamato a partecipare attivamente nella costruzione del significato delle opere. Untitled I, infatti, si propone come dispositivo critico che esorta lo spettatore a interrogarsi sulle dinamiche di potere sottese alla produzione e circolazione delle immagini, nonché sulle strutture di controllo e marginalizzazione che attraversano le società contemporanee.