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Untitled (Ice cream sellers)

Debora Hirsch

Debora Hirsch (São Paulo, Brasile, 1967)

Untitled (Ice cream sellers), 2004

Stampa fotografica su forex e plexiglass

101 x 70 cm

Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA

Polo di Santa Marta – Biblioteca

Untitled (Ice cream sellers) fa parte del progetto BR1, sviluppato da Debora Hirsch nei primi anni Duemila e presentato nel 2004-2005 come un’indagine articolata sulla società brasiliana contemporanea, sulle sue fratture sociali e sui dispositivi attraverso cui tali contraddizioni vengono rese visibili e narrabili. Il progetto prende il nome dalla sigla stradale BR-101, una delle principali arterie del Brasile, assunta come metafora di attraversamento, connessione e discontinuità tra contesti sociali, geografici e simbolici differenti. 

L’opera presenta una scena ambientata in uno spazio interno di rappresentanza, connotato da un arredamento ricercato e da una costruzione compositiva attenta all’equilibrio tra pieni e vuoti. All’interno di questo ambiente formale compaiono due venditori ambulanti di gelati, riconoscibili dalle divise da lavoro, colti in una situazione di apparente normalità che risulta tuttavia in evidente contrasto con il contesto che li accoglie. La presenza dei due soggetti introduce una frattura visiva e semantica: i corpi, legati a un’economia informale e a una dimensione di lavoro precario, appaiono dislocati rispetto allo spazio borghese che li circonda, generando una tensione tra funzione, ruolo sociale e luogo della rappresentazione. In BR1, Hirsch utilizza la fotografia come strumento di osservazione critica, combinandola con sequenze, testi e materiali visivi eterogenei per costruire una narrazione della realtà sociale brasiliana fondata su accostamenti e discontinuità. In Untitled (Ice cream sellers), la figura dei venditori ambulanti – presenza diffusa e quotidiana nello spazio urbano – non è trattata come semplice elemento documentario, ma come dispositivo capace di mettere in evidenza le dinamiche di visibilità e invisibilità che regolano l’accesso agli spazi del privilegio. L’immagine mette in relazione il lavoro informale e la dimensione del servizio con un ambiente che rimanda a forme di potere economico e simbolico, rendendo esplicita la distanza tra i soggetti rappresentati e il contesto in cui sono inseriti. La costruzione dell’immagine riflette uno dei nodi centrali del progetto BR1: la messa in crisi della coerenza narrativa e visiva attraverso l’accostamento di elementi incongrui. Hirsch lavora per giustapposizioni e cortocircuiti, mostrando come le immagini non restituiscano mai una realtà neutra, ma siano il risultato di scelte, esclusioni e dispositivi culturali. In questo senso, Untitled (Ice cream sellers) non propone una lettura univoca, ma apre uno spazio di ambiguità che invita lo spettatore a interrogarsi sulle relazioni tra lavoro, rappresentazione e potere. L’opera testimonia una fase della ricerca di Hirsch in cui l’attenzione è rivolta in modo diretto alle dinamiche sociali e mediatiche, attraverso un linguaggio visivo che conserva una forte componente analitica e critica. Questi elementi costituiscono il fondamento metodologico di una pratica che, negli anni successivi, si sposterà progressivamente verso altri ambiti di indagine, mantenendo tuttavia una continuità nell’uso dell’immagine come strumento di interrogazione del reale.