Untitled
Lawrence Carroll (Melbourne, Australia, 1954 – Cologne, Germania, 2019)
Untitled, 1994/1995
Olio e carta su tela e legno
33 x 29 cm
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Polo di Santa Marta – Biblioteca, Sala 1 Est
Con Untitled, 1994/1995, Lawrence Carroll prosegue la sua ricerca sulla materialità della pittura e sulla sua capacità di trasformarsi in oggetto tridimensionale. La pittura, nella sua pratica, non è mai una semplice superficie, ma un’entità viva, che porta su di sé i segni del tempo, dell’uso e della stratificazione. Carroll si allontana dall’idea tradizionale della tela come finestra illusoria, per esplorare invece la sua fisicità, piegandola, sovrapponendola e lavorandola fino a conferirle una presenza quasi scultorea.
L’opera, caratterizzata da un volume compatto e da una superficie pittorica opaca e consunta, appare come un oggetto sospeso tra pittura e scultura, tra astrazione e memoria materica. L’uso del colore tenue, dominato da tonalità giallastre e dal senso di stratificazione materica, suggerisce una relazione con la luce e con il tempo, elementi centrali nel linguaggio visivo dell’artista.
L’assenza di titolo (Untitled) è una scelta frequente nel lavoro di Carroll e riflette la sua volontà di non vincolare l’opera a una definizione precisa, lasciandola aperta all’interpretazione dello spettatore. Il processo di costruzione dell’opera è evidente nella sua fisicità: Carroll lavora spesso con materiali poveri e con tecniche che enfatizzano la manualità, come la sovrapposizione di strati di pittura, il recupero di elementi preesistenti e la creazione di strutture che sfidano la distinzione tra quadro e oggetto. Un’opera in bilico tra presenza e assenza, tra costruzione e dissoluzione, che invita lo spettatore a una riflessione sulla temporalità della pittura e sulla sua capacità di evocare memorie attraverso la materia.