Weather Head
Emil Lukas (Pittsburgh, Pennsylvania, Stati Uniti1964)
Weather Head, 1993
Carta, vetro, gomma, legno
57 × 40 × 4 cm
Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA
Polo di Ca' Vignal 3 – Corridoio Primo Piano
Weather Head (1993) appartiene a una fase germinale della ricerca di Emil Lukas, in cui erano già chiari gli indirizzi generali della sua ricerca, in particolare l’attenzione per il processo fisico e mentale alla base di ogni lavoro. L’opera è realizzata attraverso l’assemblaggio di materiali eterogenei (carta, vetro, gomma e legno) organizzati in una struttura stratificata che rende leggibile la successione dei gesti, delle aggiunte e delle trasformazioni intervenute nel tempo. Nel lavoro di Lukas nessun segno viene occultato o neutralizzato: al contrario, ogni strato mantiene la propria autonomia e testimonia la propria presenza. Si producono così immagini dentro altre immagini, superfici sovrapposte, tracce che convivono in una temporalità non lineare. Il mezzo non è mai neutro, ma diventa esso stesso portatore di significato: non rappresenta qualcosa, ma mostra il proprio farsi, configurandosi come documento sensibile di un processo.
L’opera si presenta come un accumulo di azioni e di decisioni, come una sorta di stratigrafia dell’esperienza dello studio. In questo senso, Weather Head non va letta come un oggetto concluso, ma come un dispositivo aperto che invita lo spettatore a ricostruire mentalmente la genealogia dei suoi passaggi costruttivi. Lukas ha più volte dichiarato che il nucleo della propria ricerca risiede nella percezione visiva e nella possibilità che l’esperienza vissuta durante il processo creativo si trasferisca allo spettatore come evento ottico e concettuale. In Weather Head questa tensione è evidente: la compresenza di trasparenze (vetro), opacità (carta, gomma) e spessori induce una percezione instabile, che oscilla tra superficie e profondità, tra bidimensionalità e tridimensionalità, attivando uno sguardo attento e prolungato. Pur trattandosi di un’opera realizzata in una fase relativamente precoce, sono qui riconoscibili molti degli elementi che diventeranno centrali nella sua produzione successiva: l’importanza del processo, la stratificazione dei materiali, l’ibridazione tra pittura e scultura, l’interesse per la percezione come esperienza complessa e non immediata. Negli anni successivi questi aspetti verranno progressivamente radicalizzati attraverso cicli di lavori sempre più sperimentali (dai thread paintings alle strutture cellulari in gesso, fino alle opere generate da processi semi-autonomi come le tracce prodotte dalle larve) in cui il controllo dell’artista si intreccia con il caso, con il tempo e con il comportamento della materia.
