Nata nel 1973 a Bonn, Simone Gilges ha studiato fotografia e design presso la Fachhochschule Dortmund e comunicazione visiva presso l’Università delle Arti (UdK) di Berlino. Figura di riferimento della scena artistica berlinese tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, ha sviluppato una pratica multiforme che spazia tra fotografia, installazione, editoria indipendente e performance, con un interesse specifico per le estetiche dell’identità, della messa in scena e dell’autonarrazione. La sua ricerca si distingue per l’uso di dispositivi fotografici analogici e installativi che attingono a linguaggi provenienti dal teatro, dalla moda e dalla cultura visiva giovanile. In bilico tra documentazione e artificio, le sue opere interrogano la costruzione sociale dell’immagine e la dimensione psicologica del ritratto, generando atmosfere sospese e suggestioni quasi cinematografiche. Gilges è stata cofondatrice del collettivo interdisciplinare Honey-Suckle Company, attivo a Berlino dalla metà degli anni Novanta, con cui ha partecipato a numerose mostre internazionali, fondendo arte visiva, musica e sperimentazione performativa. Parallelamente, tra il 2003 e il 2009, ha diretto la rivista indipendente «freier – Magazin für Befindlichkeit», progetto editoriale a cadenza irregolare dedicato alla rappresentazione della condizione emotiva e mentale, tra estetica DIY e ricerca concettuale. Tra i suoi progetti più significativi si ricorda Dakar/Berlin (2008-2012), dialogo fotografico realizzato insieme all’artista senegalese Mamadou Gomis e promosso dall’ifa – Institut für Auslandsbeziehungen, incentrato sullo scambio visivo e interculturale tra due realtà urbane.
Ha preso parte a numerosi programmi espositivi in spazi pubblici e indipendenti, tra cui: Galerie Giti Nourbakhsch Berlino, Germania; Foxy Production, New York, Stati Uniti; Studio Voltaire, Londra, Regno Unito; Künstlerhaus Bethanien, Berlino, Germania; CAPC Musée d’Art Contemporain, Bordeaux, Francia; Haus der Kulturen der Welt, Berlino, Germania; Schirn Kunsthalle, Francoforte, Germania; nonché a diverse edizioni della Biennale di Berlino, Berlino, Germania. Con Honey-Suckle Company ha esposto, tra gli altri, al P.S.1 Contemporary Art Center di New York, Stati Uniti; alla Kunsthalle Basel, Basilea, Svizzera; alla Frankfurter Kunstverein; Francoforte, Germania; e al Sónar, Barcellona, Spagna. La sua ultima grande partecipazione è stata nel 2022 alla 15ª Triennale Kleinplastik di Fellbach, Fellbach, Germania, con l’installazione The Vibration of Things.
È scomparsa prematuramente a Berlino l’11 agosto 2023.