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Z.T.

Berlinde De Bruyckere

Berlinde De Bruyckere (Gand, Belgio, 1964)

Z.T., 1996

Serigrafia

184 × 121 cm

Edizione 6/10

Donazione di Anna e Giorgio Fasol – AGIVERONA

Polo di Ca' Vignal 3 – Corridoio Piano Terra

Z.T. (1996) è un’opera storica all’interno della ricerca di Berlinde De Bruyckere, che già in questi anni va definendo i principali nuclei tematici della sua pratica artistica. La serigrafia, parte di un’edizione limitata di dieci esemplari, restituisce l’immagine di un corpo umano indistinto, parzialmente offuscato, segnato da un processo di trasformazione che sembra sospendere la figura in una zona intermedia tra disfacimento e potenzialità formale. L’opera testimonia l’interesse dell’artista per una rappresentazione del corpo non idealizzata né identitaria, bensì spogliata della sua densità figurativa, resa fragile, indefinita, vulnerabile. In questa condizione di “in-formità” il soggetto sembra perdere ogni riferimento anatomico o narrativo, aprendo lo spazio a molteplici proiezioni interpretative e configurandosi come monito di una trasformazione dolente e mai conclusa del corpo umano. 

Temi ricorrenti nel lavoro di De Bruyckere – come il dolore, la memoria, la pelle, la ferita, la cura – si profilano già in quest’opera iniziale in forma latente, ma chiaramente riconoscibile. La pelle, pur non rappresentata esplicitamente, agisce come figura concettuale centrale: evoca la soglia tra interno ed esterno, tra esposizione e protezione, diventando metafora di ciò che separa e allo stesso tempo unisce, di ciò che resta come traccia di un’assenza. 

Z.T. anticipa alcune delle modalità operative che caratterizzeranno la sua produzione successiva, dove la dimensione fisica del dolore si traduce in forme sospese tra l’organico e l’astratto, tra la carne e la forma. Opera concisa e intensa, questa serigrafia mette in luce il carattere introspettivo e simbolico della ricerca di De Bruyckere, inserendosi in quel vocabolario visivo che l’artista svilupperà negli anni attraverso installazioni, sculture e disegni segnati dalla medesima tensione tra presenza e sparizione, vulnerabilità e resistenza.